Con un selezione di opere di Teodoro Cotugno, socio del Museo della Stampa, riguardanti Lodi e il lodigiano, si inaugurerà sabato 11 novembre alle ore 17, per proseguire sino al 26 novembre, nell’Atrio della Banca Centropadana una mostra di grafica di grande interesse. La scelta delle opere, realizzate a partire dai primi anni Ottanta, ci permette di seguire i progressi fatti dal pittore nel campo della grafica apprezzandone il segno che come dice, nel testo del catalogo, il curatore della mostra lo scrittore-critico Tino Gipponi “Un segno quello del pittore mosso dal tratteggio breve, d’estro vibrante, ricurvo, quasi spezzato per una modulazione di movimento. Tutto con morbida leggerezza nell’indagine contemplativa delle immagini della nostra terra, indubitabile inclinazione del suo poetico operare artistico.
Nella fluida gradazione di passaggi e nelle variazioni chiaroscurali il battere della luce risalta, tra il lucore dei chiari e il sonoro degli scuri, una prova in più del segno per un consapevole giudizio di valore.”.
Una occasione per conoscere il percorso di un artista che è riuscito nel corso degli anni a figurare fra i migliori incisori nazionali.
Domenica 12 novembre alle ore 16.30 il Museo ospiterà la presentazione del volume del nostro presidente Tino Gipponi La veridica storia di Maria Cosway e il ritratto ritrovato, PMP, 2015. Non mancate.
Sabato 21 ottobre 2017 alle ore 16.00 il Museo della Stampa ospiterà un incontro dedicato al libro ultimo di Tino Gipponi su Ada Negri.
L’incontro assume una rilevante importanza perché relatore è Francesco Solitario, professore di Estetica dell’Università di Siena, un competente a cui è affidata la presentazione di La poesia in Ada Negri (Prometheus, 2017), dove quel in intende indicare “chiaramente il suo progetto euristico: ricercare e tentare di stabilire quale parte della vasta produzione della scrittrice lodigiana abbia effettivamente valore poetico … con una scrittura curata ed elegante, quanto fine e sofisticata” (Francesco Solitario nella sua persuasiva introduzione).
Gipponi infatti s’è posto subito la domanda “dov’è la poesia nel flusso di costante istintiva vena in Ada Negri? La vera poesia con la scintilla che la innalza a compiuta realizzazione stilistica rispetto alla capacità tecnica combinatoria della versificazione con parole a volte indistinte, senza eco o necessità”.
Da questa distinzione discende la scelta ragionata della produzione poeticamente più valida di Ada poeta, un’esegesi con ridotti cenni aneddotici e biografici ma concentrata sul principio, che è giudizio di valore, di preferire sempre la qualità in rapporto alla quantità.
Un altro aspetto confutato dal critico riguarda la dimenticanza, l’oblio ingiustificabile calato nel dopoguerra sulla Negri. Questa e altre considerazioni saranno svolte dal professor Solitario durante l’incontro al quale siete invitati a partecipare.
Una selezione di poesie sarà letta da Antonella Casella pronipote di Ada Negri.
Sarà possibile acquistare il volume a euro 15.
Al termine della conferenza su Silvia e Nerina del presidente Tino Gipponi, verrà inaugurata la mostra collettiva Speranza oltre il buio dei fortografi Angelo Bocchioli, Gabriella Graziani, Antonio Mazza, Beppe Osini, tra gli eventi off del Festival della Fotografia Etica giunto all'ottava edizione.
L'esposizione è organizzata dall'associazione LodiCrea, fondata nel dicembre del 2016, di cui i quattro fotografi fanno parte ed è l'occasione per creare uan fruttuosa collaborazione con il nostro museo.
La mostra sarà visitabile fino al 29 ottobre, il sabato e la domenica con i seguenti orari, il mattino dalle 10 alle 12 e il pomeriggio dalle 16 alle 19.
Per maggiori informazioni sulla manifestazione: http://www.festivaldellafotografiaetica.it/
Dopo L’infinito ancora Leopardi con Silvia e Nerina nella sua poesia.
Ma sono esse due nomi diversi propriamente persone distinte o non piuttosto l’identica persona?
Relatore il presidente del Museo della Stampa e Stampa d’Arte, Tino Gipponi che, sabato 7 ottobre alle ore 16.30, esaminando i versi delle due liriche (A Silvia e Le ricordanze) con altre comparazioni, stabilisce i caratteri distintivi delle due giovinette, di là da quelli di avvicinabile somiglianza che le caratterizza.
Si dice che nel campo della cultura nessuno nasce orfano e anche questa volta, poco concedendo alla narrazione aneddotica, lo scrittore critico analizza il piglio formale delle due liriche unitamente ai vari prestiti o citazioni che affiorano qua e là nei due canti.
Fra altre annotazioni netto è il contrasto fra la risonanza sentimentale affettuosa ma calma e tranquilla che il poeta esprime per Silvia e l’ardore, la fervida passione che lo anima quando la ricordanza coinvolge Nerina, come una differenza c’è fra il rammarico pacato che egli manifesta per la morte di quella e la sofferenza dolorosa quando pensa alla morte di questa, a Nerina, con qualche anno in più, cui dedica solo gli ultimi 38 intensi e struggenti versi dei 173 che compongono Le ricordanze (del 1829, un anno dopo l’omaggio A Silvia).
Vi aspettiamo.
Sabato 23 settembre alle ore 15.30 il TCI di Lodi organizza con il console Germana Perani e l’attore Lorenzo Prevosti, una visita guidata al Museo, che consente di ripercorrere, all’interno di una vecchia tipografia, tutte le tappe che portano dal testo pensato al libro rilegato, il tutto intrecciato con una storia fatta di storie, di cui i visitatori stessi saranno protagonisti. Dovranno infatti raccogliere indizi per identificare gli autori dei vari testi presentati, sono quindi previste letture per lo più di autori del Novecento.
Quota individuale di partecipazione: € 15,00 (soci TCI); € 18,00 (non soci)
In allegato tutte le info.
Sabato 23 e domenica 24 settembre il Museo della Stampa sarà aperto dalle ore 10 alle 12 in occasione della settima edizione de “Le forme del gusto” con visita guidata alle ore 11.
Il programma e tutte le informazioni sul Festival sono disponibili sul sito ufficiale della manifestazione www.leformedelgusto.it.
Niente accenni biografici e ancor meno narrativamente aneddotici, solo contestualizzare il tempo di Leopardi tra Romanticismo e il suo nume tutelare Alessandro Manzoni, ed esaminare stilisticamente e, quando possibile, comparativamente i quindici endecasillabi sciolti de L’infinito, uno dei primi idilli (1819) del poeta recanatese.
Lirica assoluta nella sintesi profonda di descrizione e meditazione che, caratteristiche fondamentali della poetica leopardiana, affronta l’infinito spaziale e l’infinito temporale con la facoltà immaginativa di poter vedere il mondo, le cose reali come non sono.
Relatore Tino Gipponi, presidente del Museo della Stampa e Stampa d’Arte a Lodi Andrea Schiavi.
Vi attendiamo sabato 8 aprile ore 17.00 accolti nello stormire dell’aria, dal celebre inizio che conosciamo: Sempre caro mi fu quest’ermo colle e questa siepe, proseguire con la riflessione dell’impossibilità del poeta di pensare l’infinito (io nel pensier mi fingo) per giungere alla sconsolata clausola e il naufragar m’è dolce in questo mare.
