Un piccolo libro che è anche una piccola opera d'artigianato artistico a tiratura limitata. E' il VII Quaderno della serie "Tipografia e Poesia" dedicato a Giuseppe Ungaretti, grande poeta che nei suoi versi di alta musicalità verbale, magistralmente resi dalla voce di Antonio Zanoletti e "raccontati" da Tino Gipponi, ha saputo spesso intrecciare gli estremi della condizione umana.
La splendida serata del 18 dicembre, che ha visto riuniti soci e amici di "Oltreponte" e "Museo della Stampa", è stata anche l'occasione per festeggiare insieme l'imminente arrivo del Natale.
Terminati così i primi impegnativi mesi del nuovo anno scolastico, con numerose scolaresche giunte in visita un po' da tutta Lombardia, guide, tecnici e collaboratori del museo si prendono un breve periodo di riposo, pronti a ripartire con rinnovata lena da lunedì 13 gennaio 2014.
Per il tradizionale incontro di fine anno, che si terrà mercoledì 18 dicembre alle ore 21 nella sala convegni del museo, l'associazione "Oltreponte" e il Museo della Stampa Andrea Schiavi propongono una conferenza sulla poesia di Giuseppe Ungaretti, poeta che ha rivoluzionato la poesia moderna con la rottura di modelli ritmici e prosodici tradizionali. L'alta qualità formale, unita alla musicalità verbale di esprimersi con poche parole, collocano in assoluto Ungaretti fra i grandi poeti. Attraverso la lettura di alcune sue poesie più significative contenute nel VII Quaderno della serie "Tipografia e Poesia" (una piccola opera d'arte composta a mano con caratteri di piombo e stampata con macchine d'epoca su carta pregiata), si comprenderà il valore delle stesse e della verità umana, della realtà vera e vissuta che il poeta ha scavato nei momenti della lontananza, del ricordo, dell'amore e del dolore. Impreziosisce il tutto una bella acquaforte di Teodoro Cotugno.
Relatore: Tino Gipponi; fine dicitore: Antonio Zanoletti, attore del Piccolo Teatro di Milano.
Un brindisi con scambio di auguri concluderà la serata.

Non capita di frequente che il Corriere della Sera, il quotidiano più letto a livello nazionale, si occupi di noi (nel passato remoto l'edizione milanese aveva dedicato un lungo servizio all'opera del nostro fondatore, Andrea Schiavi), e per questo è ancor più da sottolineare il bellissimo e dettagliato servizio pubblicato venerdì 13 dicembre 2013 su SETTE, il settimanale del Corriere della Sera diretto da Luigi Vercesi. L'articolo, firmato dal noto giornalista Stefano Rodi e impreziosito da alcune bellissime immagini dell'art director Massimo Zingardi, racconta la storia del museo, ne analizza i problemi ed evidenzia le sue potenzialità e prospettive future. UN NUMERO DA NON PERDERE.
Il Museo della Stampa non ha mancato l'appuntamento con il Primo Salone del Libro Usato svoltosi il 23 e 24 novembre 2013 nel Centro Fiera Milano Congressi. L'evento, organizzato da MareMagnum, già nota per l'iniziativa delle bancherelle di libri usati in piazza Diaz che si rinnova ogni mese a due passi dal Duomo, ha visto la partecipazione di centinaia di espositori fra cui anche l'angolo riservato al Museo della stampa. Con l'ausilio di una antica platina manuale da tavolo tipo "Boston" alcuni tecnici-volontari del museo (Lanfossi, Pastorello, Ghisletti, Daprà) hanno provveduto a stampare in diretta simpatici segnalibri e artistiche cartoline ideate per la speciale occasione, riscuotendo un particolare gradimento fra le migliaia di visitatori alla ricerca non solo di edizioni rare o fuori commercio, ma anche di emozioni particolari.
Dal mese di dicembre 2013 sarà possibile iscriversi o rinnovare l'adesione al Museo della Stampa per il 2014.
Al piacere di frequentare come e quando si vuole le ampie sale della struttura approfittando di tutte le sue opportunità (usufruire della biblioteca, avvalersi delle attrezzature e dei consigli di valenti tecnici per sistemare i propri libri o per stampare in proprio), per chi aderirà al museo per l'anno 2014 sarà ancora più conveniente. Oltre ricevere una preziosa e originale opera artigianale della serie "Tipografia e Poesia"(quest'anno il VII Quaderno sarà dedicato alla poetica di Ungaretti) potrà usufruire di una serie di sconti e condizioni di favore concordate con importanti realtà culturali e commerciali di Lodi. Con i tempi che corrono è un'opportunità da non sottovalutare.
Gli accordi hanno validità dal 1° dicembre 2013 fino al 31 dicembre 2014. Sarà sufficiente presentare la tessera di socio in corso di validità. Esaminare la convenzione allegata con tutti i particolari dell'iniziativa.
Fra le centinaia di macchine e attrezzature che "raccontano" la storia della stampa, c'è un altro "tesoro" nascosto nel Museo della stampa e stampa d'arte a Lodi: una raccolta di ben 72 pietre litografiche di grosse dimensioni che pochi hanno visto, ma che aspetta solo di essere ammirata nella sua ampia varietà di soggetti direttamente disegnati sulla pietra. Stupiscono per la loro armoniosa complessità scene di epiche battaglie, come i bersaglieri a Porta Pia e la carica dei carabinieri a Pastrengo disegnata da De Albertis, così come il trionfo di Cesare e molte scene dai "promessi Sposi" disegnate da L. Pasini e stampate da V. Malinverno. Sono solo alcuni pezzi indicativi dell'ampia collezione che è stata ora fotografata e catalogata da alcuni volontari del museo. Provengono quasi tutte dalla Casa Editrice Vallardi di Milano, la cui storia inizia nel 1750 con Francesco Cesare Vallardi, e sono state prodotte tra la fine del XIX secolo e gli anni '60 del secolo scorso.
La tecnica litografica su pietra fu scoperta dal bavarese Alois Senefelder verso la fine del Settecento e fu ampiamente utilizzata per libri illustrati. Ancora oggi ci sono alcuni artisti che usano questa tecnica tracciando il disegno in modo speculare con matite grasse che fissano il segno sulla pietra calcarea, preparata in modo da rendere repellenti all'inchiostro le parti non protette dal segno della matita. Insieme ai numerosi torchi di legno e ghisa esposti nelle ampie sale come opere d'arte, questa collezione è fra i cimeli più interessanti del museo, inaugurato nel 2008 grazie a un sognatore coraggioso, Andrea Schiavi, che, con un impegnativo e lungo lavoro di ricerca, recupero e valorizzazione di centinaia di macchine, affiancato da vari esperti del settore, ha saputo dare concretezza a un progetto che a molti sembrava un'utopia.
Doppio appuntamento per il prossimo finesettimana nell'ambito della rassegna "Musei in musica" promossa dal Ministero dei Beni Culturali e coordinata a livello locale dalla Provincia di Lodi. S'inizia sabato 19 ottobre 2013, alle ore 21, con il concerto del Coro Quidam del Liceo Gandini-Verri diretto dal professor Pietro Grisi. Sorto nel 2009 per iniziativa di alcuni docenti, questa formazione di giovani studenti si è già fatta conoscere in diversi centri della provincia con un repertorio ampio che spazia in diversi ambiti, realizzati e armonizzati con la collaborazione degli stessi coristi.
Domenica 20 ottobre, alle ore 17, in collaborazione con l'associazione "Oltreponte", momento dedicato al ricordo di Giambattista Bodoni e Giuseppe Verdi, nel bicentenario dei due geni, con due relatori d'eccezione: James Clough e Tino Gipponi. Sarà l'occasione per presentare il VI Quaderno della serie "Poesia e tipografia" ,composto a mano con caratteri bodoniani, cucito a mano e stampato con macchine d'epoca su carta pregiata contenente alcuni canti delle maggiori opere verdiane. Come ha scritto Aldo Caserini, si tratta di un piccolo capolavoro di peculiarità tipografiche "vestito" di eccellenti neretti, tondi e corsivi bodoniani arricchito da una xilografia di Giovanni Daprà. Composto con il contributo di un collettivo di tecnici-volontari del museo anche questa edizione è destinata a un pubblico di estimatori e di collezionisti del settore.
A seguire, il Concerto del Coro Polifonico Laudense dell'Accademia delle Arti Gerundia di Lodi diretto dal maestro Franco Versetti. Per la speciale occasione verranno eseguiti anche alcuni celebri cori dalle opere verdiane.
Auditorium gremito come non mai - sabato 12 ottobre - per l'inaugurazione della mostra dedicata a "Campo grafico", rivista di estetica e di tecnica grafica pubblicata dal gennaio 1933 al maggio 1939 per complessivi 66 numeri stampati in tipografia nel formato 24 x 32 cm. Un trio di esperti ha intrattenuto l'ampia platea. Se Tino Gipponi, presidente del museo, ha disegnato il quadro storico in cui nacque la rivista sperimentale che rivoluzionò il settore grafico, Pablo Rossi e Massimo Dradi, figli di due dei fondatori, ne hanno tracciato l'evoluzione ricordando vicende e aneddoti che hanno destato molta curiosità e interesse.
Il pomeriggio si è chiuso con un originale "AperiTipo" con bottiglie offerte dall'azienda Riccardi di San Colombano al Lambro munite di etichette artistiche d'autore stampate in diretta dai ragazzi dell'Officina "Novepunti" (Maria e Claudio) e "&Type" (Gabriele e Claudio), che, con entusiasmo giovanile e grande capacità tecnica, cercano di mantenere in vita attività artigianali in via di estinzione.
